Memorie, quel rosé siciliano che ti fa innamorare

Memorie, quel rosé siciliano che ti fa innamorare

La Grande Bellezza in rosé

Un vino può appassionare, intrigare, immedesimare, coinvolgere. A volte, se è sentimentale, può anche far commuovere, far riaffiorare ricordi, emozioni oppure può farci sentire vicini ad una persona, ad un momento bello che ha attraversato la nostra vita. Può farti affiorare quel déjà vu che da quel momento in poi lo bollerà come il vino romantico che ti fa innamorare. E questo non capita con uno qualsiasi, ma con quelli unici, singolari. È quanto succede quando ti trovi davanti ad un grande vino rosato di Fondo Antico, azienda trapanese della famiglia Polizzotti Scuderi.

Nel destino del nome

Raro esempio di quando dici Nomen Omen, ossia di nome e di fatto, credenza romana che nel nome ci fosse il destino. E vale proprio per Memorie, oro rosa, gioiellino liquido squisito e prezioso, figlio dell’intraprendenza e del dinamismo di Lorenza Scianna, competente ed appassionato enologo siciliano. Così raro e prezioso, pensate, che Lorenza lo mostra solo ogni tre anni.


Premiato dalla Guida Veronelli

Prima annata 2007. La posseggo (gelosamente custodita, ndr). Poi la 2010, che prese persino il “Migliore Assaggio” come vino rosato nella Guida Oro I Vini di Veronelli 2016tra oltre 15 mila etichette. Infine la 2013. In attesa la 2016, ma solo alla fine dell’anno corrente. Non prima. Non cercatela.

Con spaghetti ricci e bottarga

Davanti un piatto di spaghetti con ricci e bottarga, coi colleghi apro l’ultima annata. Un tempo bere il rosato in famiglia era atto celebrativo di armonia, di unione. E Memorieevoca proprio il vino di momenti “andati”, di un tempo che fu. Quando nelle cantine di ogni famiglia la botte di vino rosato era alimento e simbolo antico celebrativo di unione.

Bottiglia davvero singolare. Capsula cerata color oro. Come a voler anticipare un vino di pregio da custodire. E che colore! Rosa antico, buccia di cipolla. Sfavillante. Brillante.

Odori e ricordi di un tempo

Al naso immagini e reminiscenze di un periodo inesorabilmente passato, felicemente vissuto. Odori che oggi non ci sono più. Riecheggiano una Grande Bellezza che ha fatto il suo tempo e che ha dolcemente chiuso il suo sipario, racchiudendo in una campana di vetro, per preservarli, splendore e magnificenza di una volta.

La Grande Bellezza in rosé

Il Nero d’Avola, il principe rosso della Sicilia, fa il suo lavoro e proietta sentori di rose secche, visciola e moretta in macerazione, fragola, melograno immersi in spezie dolci come cannella, vaniglia, chiodo di garofano. Ancora pepe rosa, zenzero, cardamomo ad abbellire la scena. Poi cipria, confetto, scie minerali. Piccoli sbuffi di burro di cacao sul finale. Ti fermi. Chiudi gli occhi e vedi veramente tutta questa bellezza.

 

Un Memorie “memorabile”

In bocca c’è prestanza e leggiadria. Elegante, fine, piacevole. La struttura è avvolgente. Il Memorie ha grande palatabilità. Perfetta biunivocità odori-aromi. Acidità e sapidità, velociste al fotofinish, garantiscono una retrolfazione “memorabile” da fartene innamorare sul momento. Ed è qui che s’incunea quel romanticismo che dicevamo. Ti attraversa. E ti possiederà per sempre.

Ostriche, salmone, astice, aragosta, oltre agli spaghetti di cui sopra. Paella alla Valenciana. Da osare su sfincione alla Palermitana o su Faccia di Vecchia. Ma anche su bruschetta con pesto di pomodori secchi e tanto aglio. [92+/100].

L'articolo originale lo trovate su Orogastronomico.it scritto da Marcello Malta



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